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Formentera non ha bisogno di musei. Il suo paesaggio lo è già. L’azzurro cangiante del mare, la geometria dei muretti a secco, la curva naturale di un fico orizzontale… tutto sembra opera di uno scultore invisibile. Forse è per questo che, quando le sculture appaiono sull’isola, non stonano: dialogano.
Da decenni, Formentera è fonte di ispirazione e rifugio per artisti che trovano nel suo silenzio e nella sua luce la materia ideale per creare. E tra tutte le discipline, è proprio la scultura ad aver trovato qui una voce propria: ferma ma discreta, come l’isola stessa.


La Savina: un benvenuto tra le sculture

Chi arriva dal mare incontra già le prime opere. Al porto di La Savina, una grande scultura a forma di cuore rosso accoglie i viaggiatori. Non lontano, un tempo, i fenicotteri in cemento riciclato dell’artista tedesco Schoppi si ergevano come guardiani simbolici del paesaggio protetto di Ses Salines.
Queste figure, installate all’inizio degli anni ’90 come azione di denuncia ambientale, sono diventate simbolo dell’attivismo artistico sull’isola.

La Savina ospita anche il nuovo Espai Frumentaria, promosso dalla Fundació Baleària. Questo centro, parte della rete Llonges de la Cultura, è pensato come punto d’incontro per artisti locali e internazionali. Alla sua mostra inaugurale hanno partecipato nomi come Enric Riera, Mar Ample, Álvaro Mendoza e Àngel Zabala.
Qui è stata anche esposta la collettiva Plats de Fang, un omaggio all’arte mediterranea quotidiana.


Arte in movimento: incontri e festival

Oltre all’Espai Frumentaria, l’isola ospita altre iniziative che promuovono la scultura. Progetti come La Plural, Tardor d’Art o la Pasarela de Moda & Arte di La Savina hanno dato spazio a interventi effimeri in piazze, strade e ambienti naturali.
Queste azioni hanno avvicinato l’arte a residenti e visitatori, rafforzando l’idea che a Formentera l’arte non si guarda soltanto: si vive.


Arte ai margini: sculture che accompagnano il cammino

La scultura a Formentera non si chiude in spazi definiti: appare in mezzo alla campagna, in una curva del sentiero, in una piccola piazza, senza cercare il protagonismo.
Una delle opere più amate da residenti e visitatori è la scultura conosciuta come Omaggio alla contadina di Formentera, situata accanto al ristorante Can Dani, sulla strada da Sant Ferran a Es Caló.

Rappresenta una giovane contadina con l’abito tradizionale, in una posa serena, circondata da fichi. La sua autore e data di installazione non sono ampiamente noti, ma la sua presenza è già parte dell’immaginario locale. Più che una scultura, è una dichiarazione d’identità.


Hotel che collezionano arte

L’amore per l’arte ha raggiunto anche il settore alberghiero. Al Teranka, alcune sculture di fama internazionale hanno fatto parte della proposta estetica e sensoriale dell’hotel.
Opere di grandi artisti come Jaume Plensa, Ugo Rondinone o Tadashi Kawata sono state esposte nei suoi giardini.

Sempre più strutture ricettive a Formentera integrano opere artistiche per arricchire l’esperienza degli ospiti, facendo dell’arte un ospite a sua volta.
Alla Casa Pacha, un’installazione sospesa realizzata con sfere di posidonia riciclata ricorda ai visitatori che la bellezza dell’isola dipende anche dalla nostra capacità di prendercene cura.
Opere che non si limitano a decorare: provocano, connettono, lasciano un’impronta.


Un’isola di artisti

Dagli anni ’60 e ’70, Formentera è rifugio di artisti, in particolare scultori e scultrici che qui hanno trovato un ritmo più lento, una luce unica e uno spazio di libertà.
Formentera è da decenni un magnete per chi vuole creare seguendo il ritmo del mare.

Uno dei più rappresentativi è stato Schoppi (1941–2007), scultore tedesco che visse sull’isola, pioniere dell’arte riciclata e autore di un universo di uccelli, pesci, lucertole e figure umane realizzate con materiali di recupero.
Le sue opere, spesso effimere, hanno lasciato un segno profondo nella memoria artistica dell’isola.

Altri artisti legati alla scultura a Formentera sono Jorge Traverso, che lavora con rifiuti marini per denunciare l’inquinamento degli oceani; Aaron Keydar, con opere che esplorano la figura umana in chiave quasi totemica; o Sol Courreges, artista multidisciplinare attiva a La Savina e Sant Francesc, che mescola umorismo, riciclo e pedagogia visiva.


Le Saline: un paesaggio che è anche scultura

In nessun altro luogo di Formentera si fondono così bene natura, storia ed estetica come a Les Salines. Questo complesso di stagni e canali, situato attorno all’Estany Pudent, è stata l’unica industria attiva sull’isola prima dell’arrivo del turismo.

La sua origine risale all’epoca musulmana e la sua evoluzione storica è legata a fasi di abbandono e rinascita fino all’arrivo della Salinera Española nel 1898.
Nel 2004 sono state dichiarate Bene di Interesse Culturale e oggi fanno parte del Parco Naturale di Ses Salines.

Oltre al valore storico, le saline offrono uno spettacolo visivo straordinario: riflessi rosati all’alba, acque viola al tramonto, geometrie che cambiano col vento e con le stagioni.
Passeggiare lungo il camí d’Es Brolls, che circonda l’Estany Pudent, permette di osservare svassi dal collo nero, fenicotteri, cavalieri d’Italia e altri uccelli nel loro habitat naturale.
Arte viva, spontanea, in movimento.

Questo ambiente fa parte dei percorsi verdi 1 e 3, che collegano con spiagge come Ses Illetes o Cala Saona, trasformando la passeggiata in un’esperienza sensoriale completa.


Un’isola che è museo

La scultura a Formentera non si impone. Sussurra.
Si lascia scoprire girando una curva, attraversando un sentiero, fermandosi in una piazza.
Non ci sono didascalie né pareti. Solo luce, terra, mare e la volontà degli artisti che hanno voluto lasciare il proprio segno su un’isola che non ha bisogno di ornamenti, ma che accoglie l’arte come parte di sé.Vuoi scoprire una Formentera diversa, dove arte e natura camminano mano nella mano?
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Perché qui ogni passeggiata è una mostra, e ogni scultura, una porta aperta sull’anima dell’isola.

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